Storia del Rosario

Sac. Antonino La Mela

Casa del Fanciullo “Maria SS. Del Rosario” Adrano

Notizie e ricordi

 

Dedica

 

Dedico questo notiziario al Rev.mo Canonico Salvatore Guzzardi ed al Rev.mo Don Pietro Sicurella affinché la loro anima di apostoli possano continuate l’opera del Rosario.

 

Anno 1970  Sac. Antonino La Mela

 

Introduzione

La mia attività esterno, credo , sia terminata, sia l’età, sia la salute mi consigliano di passare questi ultimi giorni di mia vita nella riservatezza, dedicando il tempo alla preghiera ed alla meditazione. In questo stato di inattività esterna mi ha sorpreso qualche mese addietro il Rev.mo Padre Sicurella Pietro, nuovo direttore dell’ Opera del Rosario, il quale mi ha detto fraternamente: “Perché non scrivere la storia del Rosario? Lasci questo ricordo come segno della benevolenza della SS. Vergine verso i fanciulli ed i giovani, passati da questo luogo negli anni più belli della loro vita”.

E’ quello che mi sono proposto di fare; per rendere più interessante questo volumetto ho voluto inserire il diario compilato giorno per giorno, dal 10 luglio 1943 al giorno 8 agosto 1943, giorni della invasione Anglo-Americana nella nostra terra. Iddio mi ha dato la forza di segnare degli appunti in ciascuno dei quei giorni di sventura: tali appunti li compilavo alla sera, quando gli aeroplani alleati ritornavano a casa e tutti i fuggitivi comprendevamo per esperienza che ci avrebbero lasciati in pace sino alle ore 11 dell’ indomani.

Questo volumetto, che non ha pretese editoriali e tanto meno pretese letterarie, viene offerto ai benefattori del Rosario e in modo particolare ai concittadini tutti affinché ricordino che l’Opera Del Rosario merita di essere aiutata, essendo destinata alla Formazione Cristiana dei fanciulli e della gioventù di Adrano.

Casa Del Fanciullo Maria Santissima del Rosario

Via S. Pietro, 144

95031 Adrano (Catania)

6 Giugno 1970 – 1° sabato del mese

conto corrente postale 16/7653

 

 

Prologo

 

In tempi di molte sofferenze e di molta confusione di idee, in seguito allo stato di emergenza e della invasione anglo-americana, regnando Pio XII Sommo Pontefice e Carmelo Patanè arcivescovo di Catania, oggi festa di Cristo Re, Domenica 28 Ottobre 1945 la gioventù di Adrano, riunita in un solo palpito di bene ed in una sola volontà di ristabilire il Regno di Cristo nelle anime, pone la prima pietra del nuovo Oratorio Festivo dedicato alla SS. Vergine Delle Vittorie e del Rosario – Benedetta dal Parroco Don Pietro Branchina.

 

“A Dio solo, l’onore e la gloria”

 

Dedica scritta su pergamena, rinchiusa nella prima pietra e posta nelle fondazioni del muro prospiciente il cortile della Pretura, precisamente nel centro corrispondente al cancello di mezzo, tra l’entrata al cinema e l’entrata comune. Con tale notizia possiamo dividere in tre parti questi brevi cenni sulla storia della CASA DEL FANCIULLO MARIA SS. DEL ROSARIO.

1)       Il Rosario prima della 2^ guerra mondiale – e durante la 2^ guerra mondiale.

2)       La ricostruzione

3)       La vita interna del Rosario.

 

I PARTE

Il Movimento giovanile e di oratorio sino all’anno 1924, era accentrato in Chiesa Madre e portava il ti titolo “S. Vincenzo Martire”; il Canonico Alì Pietro ne era Assistente Ecclesiastico, Paratore Nicolò, il Presidente, Furgone Giuseppe Vice Presidente. Prima che fosse costruita la Canonica il locale era del tutto inadatto. Si provava ogni tanto di adattarsi nei locali di S. Francesco: in questo luogo avevano lavorato a lungo con i fanciulli ed i giovani il Canonico Salvatore Raspante ed il Sac. Carrà Giuseppe – sempre alle prese con i locali inadatti, a quel tempo, ed in continuo contrasto con i proprietari confinanti con i terreni coltivati ad ortaggi. Sotto la Direzione del Canonico Raspante e nell’ambiente accennato è germogliata la vocazione al sacerdozio del Sac. La Mela Antonino. Con ordine di S. Eminenza Cardinale Nava, Arcivescovo di Catania, in data 2 Dicembre 1924, comunicato dal Rev.do Prevosto Branchina in data 16 dello stesso mese, il novello Sacerdote La Mela Antonino di Nicolò, ordinato il 26 Ottobre 1924, piglia possesso della Chiesa Del Rosario, lasciata da Padre Domenico Viaggio, Domenicano, il 1° novembre 1924. Alla vigilia del loro sacerdozio, ancora ancora nella vita di Seminario Francesco Pennini, Alfio Riela e La Mela Antonino, avevano fondato l’Unione Diocesana Oratori Festivi, con il proposito di stabilire , come loro primo atto di Apostolato, nel posto assegnato dai superiori, l’oratorio ed il Movimento Giovanile di Azione Cattolica. Per seguire tale proposito il Sacerdote La Mela aiutava il canonico Alì e frattanto, tra le difficoltà sopra accennate, fu istituito a S. Francesco “L’Oratorio Festivo S. Nicolò Politi”, così la vita di Apostolato si alternava fra S. Francesco e il Rosario: S Messa e ricreazione a S. Francesco, riunioni specialmente serali, nella piccola sacrestia del Rosario.

 

Marzo 1925

La messa sociale dell’Oratorio viene celebrata al Rosario. I primi interventi sono pochi: Cola Dell’Erba, Peppino Dell’Erba, Peppino di Cosimo, Cantone Eustachio, Giovannino Alì, Turiddu Dell’Erba, Rocco Rapisarda.

 

Ottobre 1925

La sede sociale della gioventù cattolica, nomate tra la Chiesa Madre e S. Francesco, viene trasferita al Rosario; anche la S. Messa viene abbinata con i fanciulli dell’Oratorio – l’ Associazione di Gioventù Cattolica piglia il titolo di Sacro Cuore.

Il cortile del Convento S. Domenico, prospiciente via Cardillo, un tempo luogo di ricreazione per i frati domenicani, passato al demanio dello Stato e quindi divenuto proprietà del Comune di Adrano, era stato diviso in più parti de venduto per abitazione – il tutto cinque lotti per mq. 2000 circa. Una finestra della Sacrestia della Chiesa era prospiciente a tale cortile. Venivano già scavate le fondamenta per le abitazioni. Una mattina il canonico Bascetta Vincenzo, che tanti piccoli braccianti sollevò dalla miseria e dalla indigenza, innalzandoli a piccoli proprietari, venuto al Rosario per una visita di amicizia al rettore, guardando dalla finestra, uscì con questa spontanea frase: “Questo è il cortile dei Ragazzi!” cui il rettore di rimando: “Se riusciremo ad averlo – ne pagherà l’acquisto?”. “Sì?, risposte padre Bascetta, do la parola, sino a lire centomila Ve le darò”.

In quel tempo la Cassa Rurale P. Musco, di cui il canonico Bascetta era Presidente, era all’apogeo della ricchezza ed era quindi facile ottenere quella somma. Si può qui chiedere: “Perché il Canonico, avendo guardato dalla finestra, esce in quella frase: ‘Questo è il cortile dei ragazzi!’. Si risponde: Abbiamo parlato delle difficoltà che si incontravano a S. Francesco per l’apostolato. La Cassa Rurale P. Musco aveva qui speso delle somme per cingere di robusta mura il cortile e per fornire ai fanciulli dei giuochi ricreativi; con tutto questo era difficile trattenere i frequentatori per le ragion anzidette – ortaggi all’intorno – luogo solitario in quel tempo per cui, gli attrezzi di notte, venivano distrutti o manomessi. Erano rivolte, per tali motivi, fervorose preghiere alla Divina Provvidenza, affinché si potesse trovare altro locale, più adatto alla ricreazione dei fanciulli. Furono riuniti i giovani con a capo il canonico Alì Pietro; si parlò di locali nuovi e di ampio cortile. In quei giorni era stata innalzata agli onori degli altari Santa Teresa del Bambino Gesù ed assieme ai giovani si fece questo voto: dedicheremo un altare alla nuova santa, se ci otterrà con l’aiuto della Santissima Vergine e la gloria del Cristo RE, l’acquisto del terreno ove già gli operai lavoravano alle fondamenta. I lotti erano cinque, nel primo e nel secondo i lavori era arrivati a due metri circa di profondità; il primo lotto si potè acquistare senza alcuna difficoltà; il secondo lotto dopo qualche mese di pratiche difficili per la opposizione della moglie del proprietario; fa anche acquistato; il terzo lotto potè aversi dopo alcuni mesi di difficili pratiche per l’opposizione della proprietaria che alla fine cedette con l’aumento della somma pagata peri primi due lotti. Il quarto e il quinto lotto furono poi acquistati, dopo qualche anno, a spese della Chiesa del Rosario.  Compiuto l’acquisto del terzo lotto, lo stesso Canonico Bascetta fece recintare con solida muraglia l’intera area, deve appianare il terreno, mise in comunicazione la Chiesa con il cortile, si diede così principio alla ricreazione dei fanciulli e dei giovani. Avendo in proposito il Canonico Bascetta di acquistare tutti i 5 lotti, l’acquisto dei tre lotti anzidetti fu fatto a favore della stessa Cassa P. Musco, con l’intenzione di donare tutto al Rosario, non appena ultimati gli acquisti. Avvenimenti imprevisti non permisero che la buona volontà del benefattore fosse coronata interamente; in tempo posteriore il Prevosto Don Pietro Branchina, con ispirata antiveggenza, prevedendo l’avvenire del Rosaio a bene della fanciullezza, comprò dalla Cassa P. Musco, a sue spese personali, i tre lotti di cui si è parlato e li donò alla Chiesa S. Domenico che frattanto, aveva ottenuto l riconoscimento della propria personalità giuridica.

 

1927 – Ottobre 1 – 2 – 3.

Si dà principio al culto di S. Teresa del Bambino Gesù di cui si dà incarico al pittore concittadino Angelo La Naia per l’esecuzione di un quadro.

 

1928

Inaugurazione solenne dell’Oratorio Festivo “Maria Santissima del Rosaio” con la benedizione di S. E: Monsignor Emilio Ferrais  ausiliario di Catania. In cortile si dà il dramma “Il Figliol Prodigo”; si ascolta il discorso inaugurale del Sacerdote Pennini Francesco.

 

26 –Agosto

27 -  28 – 29 – 30 Settembre 1928

Giornate di ringraziamento in onore di S. Teresa del Bambin Gesù.

Inaugurazione del quadro eseguito dal pittore Angelo La Naia benedetto dal Canonico Zammataro Nicolò, per incarico del Reverendo Prevosto Branchina Pietro. Predica il triduo ed il panegirico il Sacerdote Alfio Calcagno da Trecastagni. Essendo podestà di Adrano il dottor Vito Miraglia, in ottemperanza alle disposizioni dei Patti Lateranensi, la Chieda del Rosario, ex domenicana, ebbe restituiti dal Municipio i locali della canonica attuale (i locali al pianterreno prospicienti la Pretra, metà del terrazzino della Pretura e la case del custode della Pretura, sita all’angolo dello stesso cortile a sinistra entrando nei locali attuali). In compenso di questa casa del custode della Pretura, la Chiesa del Rosario cedette allo stesso custode, per abitarvi, metà del fabbricato, come oggi si presenta, a pianterreno del detto Cortile a ridosso della Chiesa. Questo fabbricato era stato realizzato a favore del Rosario per opera dell’Ente Comunale di Assistenza, in occasione di aiutare gli operai disoccupati. Qui si inserisce il Regio Decreto n. 426 riguardante il riconoscimento della personalità giuridica della Chiesa ex- conventuale di S. Domenico in Adrano. Nr. 426 – Regio Decreto 18 Aprile 1932 con il quale sulla proposta del Guardasigilli Ministro della Giustizia e gli Affari di Culto, viene riconosciuta la personalità giuridica della Chiesa ex- Conventuale di S. Domenico in Adrano. Visto il Guardasigilli Rocco. Registrato alla Corte dei Conti, addi 4 maggio 1932. Gazzetta Ufficiale del Regno – Anno 73 – n. 106 – 9 Maggio 1932 – pag. 2177.